Ricerche faunistiche in grotte del Sulcis-IglesienteRiassunto
In questo lavoro vengono presentati i risultati di alcune ricerche faunistiche in grotte del Sulcis - Iglesiente svolte a partire dal 1992 e fino al 2006, operate dagli scriventi e da numerosi speleologi appartenenti a Gruppi Grotte sardi e del continente.
Oggetto di ricognizione e di studio sulla biodiversità della fauna cavernicola della Sardegna sud-occidentale sono state 65 cavità ubicate nei comuni di Domusnovas, Iglesias, Fluminimaggiore, Buggerru, Gonnesa, Villamassargia, Narcao, Carbonia, Nuxis, Santadi, Teulada, Masainas, S. Anna Arresi e Domus de Maria.
Parole chiave: Sardegna, Sulcis-Iglesiente, grotte, fauna cavernicola.
Abstract
In this work, the results of some faunistic researches in caves of Sulcis - Iglesiente (south-western Sardinia), carried out since 1992 until 2006 by the authors and several speleologists of the Sardinian and continental speleological associations, are presented.
Object of recognition and study of the cave dweller fauna of south-western Sardinia have been 65 caves located in the territories of Domusnovas, Iglesias, Fluminimaggiore, Buggerru, Gonnesa,
Villamassargia, Narcao, Carbonia, Nuxis, Santadi, Teulada, Masainas, S. Anna Arresi and Domus de Maria. Key words: Sardinia, Sulcis-Iglesiente, caves, cave-dwelling fauna.
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Quel giorno localizzai alcuni interessanti ingressi di cavità nella zona di “Sas Coduleddas”, ma uno più di tutti mi colpì in particolare. Celato in maniera inverosimile e praticamente invisibile alla vista, dietro una folta vegetazione, si apriva l’ingresso di un cavernone, dove al suo interno erano ben visibili le tracce di qualcuno che vi aveva abitato o sostato in tempi addietro. 
Qualche mese addietro, con Sergio ci siam dedicati a seguire le fratture che dagli alti bastioni si lanciano lungo le pareti che si affacciano su una delle anse di maggior suggestione della Codula Ilune, disegnando antiche vie d'acqua sui calcari addobbati dai verdi di boschi e rampicanti. Nell'occasione individuavamo in sequenza, ben nascosti nel folto della vegetazione, almenotre pertugi impraticabili, lasciavamo in pace il primo nel suo giaciglio di rovi e facevamo finta di non vedere l'ultimo, nascosto dietro un robusto tronco. Superate frasche e rampicanti di svariate dimensioni ci dedicavamo invece al secondo. Un duro lavoro ci consentiva di ampliare una condottinadi accesso nella terra ad una prima saletta. Le tute speleo che avevamo con noi negli zaini non erano indossabili a causa del fango