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Cronache delle uscite
In questa sezione potete inserire i resoconti delle uscite in grotta e escursioni varie.

La diaclasi del Bue

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E’ il 18 novembre del 2007 quando, durante una battuta esterna, Roberto Loru, si fa spazio in un intrico di frasche e di rovi e individua una evidente diaclasi, nascosta dal folto della vegetazione. La frattura si approfondisce per un paio di metri per poi arrestare la sua corsa verso il basso e le propaggini meridionali del Bue Marino, contro un basamento completamente occluso da detriti e terriccio. La frattura si allunga per qualche metro sia verso monte che verso valle. La verifica delle prosecuzioni  che corrono parallele al letto della Codula Ilune, ma con sezioni inferiori per, infine, stringere in spazi realmente angusti, portano ad individuare come via preferenziale di scavo, l’area mediana della diaclasi, a cielo aperto, contraddistinta da una sezione leggermente più ampia. Nel periodo compreso tra il febbraio del 2008 e il maggio del 2009 si vede calare nettamente l’attenzione sui lavori di approfondimento nella "Diaclasi del Bue". Gli sforzi del gruppo sono, questa fase, interamente dedicati alla disostruzione, al momento senza esito positivo, della prima buca di Pedra Molina, iniziati il 17 febbraio 2008

Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Ottobre 2012 11:32 Leggi tutto...
 

L'Inghiottitoio delle sabbie

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La lettura di un articolo in un dimenticato bollettino del GSS riporta l’attenzione del gruppo su un inghiottitoio individuato nei lontani anni ’90, posizionato qualche centinaio di metri più a valle di “Su Molente”.  La relazione, appena un accenno in coda ad un resoconto d’esplorazione nella Grotta del Bue Marino, racconta di qualche decina di metri di condotte ferme su cunicoli ostruiti da depositi sabbiosi.

Insisti oggi, insisti domani, riesco a convincere Roberto Loru  a mostrarmi l’ingresso della grotta in questione. In tarda serata, in una delle ormai consuete uscite "codulesche", in corrispondenza di una delle più suggestive anse della Codula di Luna, Roberto si decide a guidarmi, in un intrico di rovi,  in direzione dei versanti calcarei all’apparenza irraggiungibili a causa del folto bosco. Quando ormai si è all’imbrunire riesce a ritrovare la cavità. Un pozzetto che disarrampichiamo in libera ed un basso passaggio in frana ci immettono in una condotta, che ricorda gli ambienti iniziali di  “Su Molente”. Percorriamo una trentina di metri di un accenno di galleria che aumenta di dimensioni fino all’inatteso, improvviso, abbassarsi della volta, in corrispondenza della strettoia terminale. E’ la stessa che aveva bloccato le precedenti esplorazioni.

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Novembre 2010 19:11 Leggi tutto...
 


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